6 punti per imparare a litigare … senza farsi nemici!

C’è chi grida, chi perde il controllo, chi scuote le spalle e chi se ne va.

Ci sono migliaia di modi per gestire un litigio, in base al nostro carattere, al contesto in cui siamo, alla personalità di chi abbiamo davanti e soprattutto al rapporto che abbiamo con l’altra persona.

Eppure imparare a litigare è possibile. Un errore comune è considerare il litigio un momento di puro sfogo delle proprie sensazioni negative: in molti casi lo trasformiamo in occasione per far esplodere tutta la rabbia che abbiamo dentro con unico effetto di peggiorare ancora di più la situazione.

Un altro errore è fuggire i momenti di conflitto, soluzione adottata da tutti coloro che odiano litigare e stanno male al solo pensiero di un confronto. Fingere che tutto vada bene dà origine a risentimenti che, covati troppo a lungo, oltre a far male fisicamente, finiscono col far scoppiare situazioni che ci prosciugano delle nostre energie.

Se affronteremo il prossimo litigio sperimentando queste 6 nuove regole ci accorgeremo di come la comunicazione diventi improvvisamente migliore del solito e di come riuscirete a impedire alle emozioni negative di rimanere con voi per il resto della giornata.

Come_gestire_un_litigio
L’opera Love dell’artista Alexander Milov

  1. Qual’è il punto?
    Prima di infuocarci su una discussione focalizziamo l’attenzione sul nodo attorno al quale si è creata. Inoltre, mettiamoci un attimo nei panni dell’altro.
    In questo modo riusciremo più facilmente ad avere la meglio perché possiamo capire su che argomentazioni agire per far cambiare idea alla nostra controparte. Se rimaniamo cristallizzati sulla nostra posizione senza nemmeno ascoltare (davvero), non avremo argomentazioni e risulteremo deboli nel sostenere il nostro punto di vista. Un po’ come un pugile cha attacca alla cieca senza considerare le mosse dell’avversario.
  2. Qui e ora.
    Litigando si sa… La tentazione è quella di ritirare fuori fatti accaduti anche mesi o anni prima. Ecco diciamo che è il primo passo per rendere il litigio uno straziante ripasso di tutti i momenti negativi che non ci porterà da nessuna parte. Imparare a litigare quindi in primis vuol dire limitarsi a parlare di quello che ci ha fatto arrabbiare in quella specifica circostanza.
  3. Vietato dire “Tu sei…”
    Generalizzare una critica su una persona non farà altro che aumentare l’ostilità tra le due parti. Spieghiamo piuttosto come un certo comportamento ci ha fatto sentire: se diciamo “Il tuo comportamento mi ha fatto sentire trascurata” la nostra posizione sarà inconfutabile, rispetto a “Sei un menefreghista” che apre le porte a un circolo vizioso di critiche e offese.
  4. Non corriamo il rischio di toglierci tutti i sassolini dalle scarpe
    Durante i litigi una delle nostre priorità diventa “togliersi le soddisfazioni” cioè dire tutto ciò che non abbiamo mai detto magari in toni brutti e offensivi, svalutando chi abbiamo davanti. Ecco… diciamo che se crediamo al nostro punto di vista sappiamo che non è necessario diventare aggressivi per avere la meglio.
  5. Rimaniamo
    Se il nostro punto di vista è per noi davvero importante non possiamo girare le spalle e andarcene, sperando magari che l’altro intuisca tutto ciò che non abbiamo avuto voglia di esprimere. Sarebbe un po’ come sperare di vincere un incontro abbandonando il campo da gioco.
  6. Litighiamo più spesso
    Riusciremo a imparare a litigare e ottenere risultati migliori se e solo se cominceremo a confrontarci tutte le volte che qualcosa non ci va giù. Se invece aspettiamo il momento dell’apice della rabbia sarà davvero difficile gestire i conflitti. Se impareremo a farlo volta per volta i nostri rapporti come per magia miglioreranno in maniera inaspettata e ci sentiremo molto meglio anche co noi stessi.

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