Dedicato a quelli che… il Master

nlp master practitioner firenze

Si è concluso da pochi giorni l’appuntamento più importante della nostra scuola: il Master Practitioner in PNL e, come ogni grande percorso che si rispetti, si merita una grande conclusione.

Il viaggio

Non so se la vostra esperienza sia stata più simile a un viaggio verso una meta tutta da scoprire o a una vacanza in una località già vista che improvvisamente ha assunto sfumature inaspettate.
Qualcuno di voi si ricorderà più delle persone incontrate e degli sguardi scambiati, qualcuno dei momenti trascorsi, altri ancora avranno impresse le emozioni vissute o le voci ascoltate.
Avete fatto tutti lo stesso viaggio ma siete liberi di donargli il vostro personale significato, quello che è per voi il più prezioso.

Il ritorno

Come ogni viaggio il momento in cui si torna a casa porta con sé un misto di emozioni dai mille colori: si rimettono a posto le cose, si condividono alcuni racconti, si riguardano alcune foto e si inizia a pianificare la prossima partenza… Perché si sa, al ritorno di ogni viaggio arriva da fatidica domanda: “E adesso quando ripartiamo?”

Poi, chi subito con fretta ed entusiasmo, chi solo passati alcuni giorni dal rientro, si svuota la valigia: si tirano fuori i vestiti, le scarpe e allora ecco l’oggetto, solitamente nemmeno troppo bello, che immediatamente riporta la nostra mente a quel luogo e a quelle emozioni. Poco importa se si tratta di una t-shirt fuori moda, di una calamita dal design discutibile, di una penna che non useremo mai: quello è il nostro biglietto d’accesso per tornare in viaggio.

Allora cosa portarsi dietro da questo percorso?

Il consiglio è di portarvi a casa almeno un souvenir. La routine a volte mette un po’ di polvere anche sui viaggi più belli.
Per questo la cosa più importante da tenersi stretta è un’immagine, una parola, un simbolo con cui ritornare ogni volta che volete a quel momento in cui hai scoperto qualcosa di nuovo su di te, sul mondo, sugli altri, a quel momento in cui la paura ti ha dato coraggio, in cui il passato ti ha spinto con energia verso il futuro, in cui hai ricevuto grandi messaggi, in cui hai pensato “Wow, questo sono io!”

Perché le belle avventure sono così: durano sempre troppo poco, ma in alcuni casi lasciano il segno per una vita. E il segno che vuoi che lasci questa avventura dipende solo da te, da quello che sceglierai con gioia di fare da ora in poi.

E allora buon viaggio, da adesso!

Come praticare una meditazione semplice, ogni volta che vuoi

La meditazione semplice, esiste davvero?

Alla parola meditare molte persone vedono se stesse in cima a una montagna o in riva al mare a gambe incrociate, immerse in un’aura di completo silenzio interiore ed esteriore. Questa immagine se pur bellissima rischia di tenere la meditazione molto lontana dalla vita di tutti i giorni e così in molti finiscono con il pensare “Sarebbe bello, ma con la vita che faccio non è possibile!”

Fino a un po’ di tempo fa questa pratica era confinata solo a un gruppo piuttosto ristretto di interessati, ma oggi la sua applicazione ha una diffusione di portata sempre più ampia.
Richard Davidson, professore di psicologia e psichiatria all’università di Wisconsin–Madison, nel suo libro La vita emotiva del cervello evidenzia come le neuroscienze abbiano individuato nella meditazione uno strumento molto potente per modificare le strutture cerebrali, sfruttandone la neuroplasticità. A garanzia del valore di queste ricerche, l’equipe di collaboratori di Davidson annovera niente meno che il Dalai Lama. Il cervello non è una scatola impenetrabile e immutabile come si è pensato per secoli: migliorandone il funzionamento anche grazie alla meditazione possiamo sviluppare abilità come la resilienza, la gestione dello stress, la capacità di concentrazione…

Nel suo discorso il celebre maestro buddista Mingyur Rinpoche capovolge completamente la tradizionale concezione della meditazione regalandoci la possibilità di praticarla ogni volta che vogliamo. Non esiste più il problema del tempo, del contesto o il senso di frustrazione che arriva quando non si riesce a zittire tutti i pensieri. Il segreto è solo uno: fare amicizia con la propria scimmietta.

Ecco cosa suggerisce di fare nel suo discorso:

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Julio Velasco: come sconfiggere la Cultura degli Alibi

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Julio Velasco è un allenatore di pallavolo e dirigente sportivo argentino, dal 2014 commissario tecnico della Nazionale argentina maschile. I suoi appassionati discorsi su come funzionano (o non funzionano) le squadre sono da sempre di grande ispirazione non solo in ambito sportivo, ma anche aziendale.
Di seguito riportiamo uno dei suoi interventi più celebri sulla Cultura degli Alibi. [Leggi tutto…]

Come essere felici per sempre

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Molto spesso capita di confondere il piacere con la felicità. In fondo a livello neurologico le sostanze rilasciate dal cervello sono molto simili: si tratta delle endorfine e di altri ormoni che fanno sorridere il nostro corpo e la nostra mente.

Eppure la differenza tra questi due aspetti è fondamentale e ci permette di scegliere come essere felici per sempre. [Leggi tutto…]

Come raggiungere il successo nel nuovo anno

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All’inizio del nuovo anno gli influencer, gli amici, la famiglia sono pronti più che mai a darci consigli su come raggiungere il successo nei futuri 365 giorni. “Mi metto a dieta”, “Faccio più sport”, “Imparo una nuova lingua”, “Inizio volontariato”. La nostra testa è sommersa da tutti questi buoni propositi. Il primo di gennaio la motivazione è forte e le intenzioni sembrano proprio le migliori… ma nonostante ciò ci sono momenti in cui vorremmo mollare, molliamo, procediamo più lentamente e faticosamente.

Che cosa accade? [Leggi tutto…]

Come liberarsi dai pensieri negativi e rigenerare la mente

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Ogni giorno la nostra mente viene affollata da circa settantamila pensieri.
Indipendentemente dal fatto che siano veri o men
o essi hanno un effetto tangibile sul nostro modo di fare e di essere. Nonostante l’impatto che ha su di noi il nostro dialogo interno, la maggior parte delle persone non ha la più pallida idea di cosa accada nella propria mente, di come questa possa condurre verso stati emotivi non funzionali nei vari momenti della nostra giornata.

La prima volta che si chiede alle persone di portare l’attenzione sui propri pensieri in molti si rendono conto per la prima volta di quanto severamente parlino a se stessi con espressioni che non si permetterebbero mai di usare con nessun altro: Ma dove credi di andare? Sei un idiota oppure Non cambierai mai… [Leggi tutto…]