Mindfulness digitale: prendersi una pausa in ufficio

La meditazione plasma strutturalmente il cervello, lo continuano a dimostrare le evidenze scientifiche dei maggiori centri di ricerca universitari e ce lo ricordano gli articoli puntualmente riportati da riviste e quotidiani.

E come evidenziano i numeri delle ricerche medie mensili sul motore di ricerca Google e i dati di Adwords, la mindfulness supera qualsiasi altro tipo di pratica meditativa.

Mindufulness_in ufficio

Dal 2012, quando Google ha avviato per i suoi impiegati il programma Search inside yourself, la diffusione è stata rapidissima. Nel 2014 il Time già dedicava la copertina alla “Mindfulness Revolution” e oggi la mindfulness è ovunque. L’interesse per questa pratica meditativa nel mondo occidentale sembra essere cresciuto in maniera esponenziale, tanto che negli ultimi anni si può parlare di mindfulness digitale.

Come si spiega tutto questo interesse per la mindfulness? Si potrebbe dire che è la perfetta sintesi di millenarie tradizioni orientali tradotte in modo scientifico e sta rivoluzionando il modo in cui in occidente migliaia di persone cercano di salvaguardarsi dallo stress quotidiano.

Pratiche semplici, prive di cerimoniali, mantra o preghiere, che non richiedono particolari doti o lunghi tempi di apprendimento e si adattano perfettamente alla vita frenetica dei nostri giorni (mindfulness digitale appunto).

Coltivare la mindfulness non è prerogativa esclusiva di pratiche formali di meditazione, ma può essere estesa in tutte altre attività e in tutti i contesti delle nostre giornate. Se si può parlare di un obiettivo della pratica è proprio quello di arrivare, un po’ alla volta, a portare la consapevolezza all’intero modo di essere nella vita quotidiana.

La mindfulness incarna al meglio lo spirito del nostro tempo. Un tempo in cui le nostre giornate sono piene, siamo abitudinari del multitasking, e-mail dipendenti, costantemente connessi con il mondo e in costante lotta con il tempo ma, pur di far fronte agli impegni quotidiani, viviamo lo stress quasi come un fattore di orgoglio collettivo.

Eppure in tutto questo ci siamo noi e le nostre necessità di bene-essere. Così, senza dover scappare sulla cima di una montagna e senza richiedere eccezionali rinunce, la pratica di mindfulness si adatta a questa nostra era digitale.

E invece di porsi progetti ambiziosi, impossibili rispetto al poco tempo a disposizione, possiamo imparare alcuni piccoli modi pratici, praticabili facilmente per assicurarsi pause di rigenerazione e trovare una nuova attitudine per vivere meglio le nostre routine quotidiane.

Ecco alcuni piccoli accorgimenti adattabili ovunque per passare dal “Vorrei, ma non ho tempo …”, al “Ci provo, dove, come e quanto posso”.

Mindfulness digitale: prendersi una pausa

La mindfulness non richiede tempo ma semplicemente una pausa. Una pausa dal fare per chiedersi “Dove sono proprio ora, cosa sento proprio ora?”. Una pausa per fare un respiro, fermare le nostre tendenze abituali e godersi il momento.

La qualità della vita è nell’attenzione che le diamo, è come la vediamo che determina in larga misura il modo in cui sperimentiamo il mondo.

Di solito siamo concentrati su noi stessi, sui nostri problemi, sempre di fretta e si passa attraverso la vita rimbalzando da una app dello smartphone all’altra in modo automatico e lo stress si accumula.

Basta prendersi una pausa di soli dieci minuti per rinnovare il nostro essere e scoprire uno spazio di quiete sempre a nostra disposizione anche sotto le pressioni dello stress. Coltivando la consapevolezza possiamo trovare un modo nuovo di godersi tutto quello che il digitale ci offre e riprendersi i preziosi momenti di ogni giornata che si svolge davanti a noi.

Una pausa dallo schermo del PC o del tuo smartphone serve a rinfrescare la qualità dell’attenzione.

Esercizio: 10 minuti di pausa in ufficio

Prova per un momento a chiudere gli occhi e a fare qualche bel respiro profondo. Prova a tornare al presente attraverso i sensi. Consapevole della forma del corpo seduto, del senso del peso, respira concentrandoti per qualche momento sulla tua memoria visiva.

Mantenendo gli occhi chiusi, prova a descrivere l’ambiente circostante attraverso le immagini nel modo più dettagliato possibile. Ricorda i colori, le forme, la disposizione della stanza e magari particolari di oggetti specifici, includi il maggior numero di dettagli che puoi ricordare.

Adesso prova a percepire con tutti gli altri sensi, cerca di percepire più cose possibili dell’ambiente che ti circonda. Percepisci la luce, la temperatura, ascolta i suoni e le voci che hai intorno, senti il contatto dell’aria sulla pelle e accarezza ciò che può entrare in contatto con le tue mani, senti se ci sono odori o profumi. Concediti ancora qualche respiro profondo e poi apri delicatamente gli occhi.

  • Come è guardare adesso la stanza?
  • Quali differenze puoi notare nella realtà?
  • Cosa ti sorprende adesso che hai aperto gli occhi?
  • Puoi trovare cose che non avevi notato prima?
  • Quali differenze puoi trovare tra le percezioni dei diversi sensi e la realtà così come la vedi adesso?

E soprattutto: quanto potrebbe aiutarti prenderti 10 minuti così di tanto in tanto …

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