bolla-renzo-piano-coaching-creativitàdi Elena Morra

Questo è il resoconto di un evento di coaching per creativi svolto da me (NdR Elena Morra) e Paolo Svegli dentro la Bolla di Renzo Piano sulla pista del Lingotto di Torino. Quale location poteva essere più creativa per un evento del genere? Praticamente un “pensatoio” sopra la città.

Come dall’idea iniziale si sia arrivati a questa location e allo sviluppo del progetto della giornata di coaching è in pratica il resoconto di come trasformare una sfida in un caso di successo.

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Creare un contesto in cui i creativi di una società di advertising potessero esprimersi al meglio, dar vita ad un nuovo modo di produrre idee e risultati, sfruttandole sinergie e le competenze di un team ristretto di persone, per ottenere la piena soddisfazione del loro cliente, si è rivelata una corsa a ostacoli per noi coach, in cui la flessibilità per la gestione della creatività in un sistema complesso è stato il nostro fattore critico di successo!

Dalla telefonata iniziale del Direttore Generale della società di advertising l’esperimento ha cominciato presto  a complicarsi, in quanto, oltre alla location e al budget in continuo cambiamento, anche i nostri committenti avevano esigenze diverse e tutte molto importanti: favorire la condivisione delle idee, ottenere una bozza di brand-book per il cliente finale, creare un team operativo (l’ufficio di Torino e quello di Milano non avevano quasi mai lavorato insieme, gomito a gomito, sullo stesso progetto), fare team building sul gruppo appena formato….

bolla-idee-coaching-creativoVi erano poi altri obiettivi meno dichiarati esplicitamente: esplorare un modello operativo diverso che avrebbe potuto diventare un modus operandi futuro, dare belle emozioni al team, dare valore aggiunto (tecnico/formativo) a tutti i partecipanti e a tutta l’attività creativa attraverso il supporto di altri consulenti esterni (docenti universitari, esperti del mondo della comunicazione, ecc…).

Vi erano poi una serie di “figure di contorno” che avrebbero potuto in qualche modo interrompere o modificare le dinamiche che si sarebbero create nel team durante tutta la giornata: un cameraman/fotografo, un pittore…

Leggi l’articolo completo: La Bolla delle Idee: Coaching per Creativi




di Isania Forgione

libera-mente-isania-forgioneSi è conclusa il 9 di febbraio 2010, con grande soddisfazione, la seconda esperienza del Corso “La tua mente è libera…Libera la tua mente!” (la prima esperienza si era svolta ad Arezzo, a dicembre, presso l’Agenzia Formativa Metaphora) di Terranuova Bracciolini, per una serie di 5 incontri intensi ed efficaci.

Un percorso che ha portato a riflettere sulla mente e le sue credenze, le percezioni e le immagini mentali, i deterrenti del pensiero creativo, la possibilità di valorizzare la mente e di allenare la mente a gestire la relazione con l’autostima, con gli altri, con la salute e il corpo, con le perdite e i dispiaceri, con la prosperità ed il potere personale

Consapevolezza e creatività sulle alternative… la nostra mente può! Abbiamo tutte le qualità e risorse per soddisfare i nostri desideri!

I partecipanti di entrambi i corsi hanno deciso di svegliare la loro mente... adesso sanno che le abitudini mentali si possono variare e sanno che ci si può permettere di vivere la vita che desideriamo, permettendo agi altri di vivere la realtà che hanno deciso di vivere!

Un Grazie a tutti! Davvero un Buon Lavoro. E’ sempre una crescita immensa condividere con chi ha voglia di migliorare!

Stefania Ciani

24 dic
2009

stefania-ciani


Consulente e docente di Comunicazione in ambito tradizionale, per quanto riguarda la Comunicazione d’Impresa, Media e Public Relations e Ufficio Stampa, e in ambito online, con specializzazione in Internet PR, Social Media Marketing e gestione della propria immagine o Brand Reputation online.

Come docente collabora con la Scuola di Formazione Manageriale, Stogea, e in parallelo sviluppa, con la propria società PLSprogetti formativi destinati allo sviluppo personale e professionale di individui e imprese.

stefania-ciani

Gli interventi vanno dai Team Building aziendali, effettuati con l’ausilio di metodologie outdoor o esperienziali, a corsi per il miglioramento delle proprie performance, come il Public Speaking, per sviluppare la propria efficacia nel parlare in pubblico, o il Web Coaching: un programma finalizzato ad aiutare liberi professionisti e aziende a individuare e poi raggiungere i propri obiettivi sul web, impostando un piano personalizzato di promozione online per la propria attività.

Come giornalista collabora con due testate di tiratura nazionale di Turismo ed Enogastronomia, fa parte inoltre della Redazione di Psicolab.net, magazine online di cui cura anche la linea editoriale e l’immagine online.

In parallelo sta effettuando il percorso della Coaching School di NLP Italy.

stefania-cianiCollabora sia con enti pubblici che aziende e organizzazioni private, spaziando in settori diversi: dal mondo della Cultura al Customer Relationship Management, dal Turismo allo Sviluppo sostenibile. Per una visione più dettagliata si può consultare il curriculum online di Stefania Ciani.

Appassionata del WWW e di Comunicazione non convenzionale, vede in questi ambiti le maggiori fonti di sviluppo in collegamento con i nuovi studi della Neuro-linguistica.

Oltre al sito web della società PLS si possono seguire le sue attività quotidianamente su Twitter e Friendfeed.



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di Walter Allievi

Può un’arte marziale aiutarci a osservare un problema da un’angolazione diversa dall’usuale e a pensare al di fuori degli schemi, ovvero a sviluppare il pensiero laterale? La connessione tra arti marziali e pensiero laterale si è fatta sempre più evidente per me nel tempo, a partire dalla mia esperienza di atleta e maestro di kung fu e poi di formatore aziendale.

Innanzitutto cos’è il pensiero laterale? E’ un concetto introdotto dallo psicologo e medico Edward De Bono. Si tratta di una “modalità di risoluzione di problemi logici che prevede un approccio indiretto ovvero l’osservazione del problema da diverse angolazioni, contrapposta alla tradizionale modalità che prevede concentrazione su una soluzione diretta al problema” (fonte Wikipedia). In sostanza, per cercare la soluzione ad un problema NON si parte dalla soluzione più ovvia, ma da approcci alternativi, magari focalizzandosi su dettagli apparentemente marginali.

Ma dove un’arte marziale può aiutarci a osservare un problema da un’angolazione diversa dall’usuale, a pensare al di fuori degli schemi? Pensiamo un po’ alle nostre reazioni a determinate azioni da parte di un aggressore (sia esso reale o per gioco): una spinta per esempio. Se guardiamo due bambini spingersi, molto probabilmente quello dei due che spinge più forte, perchè più forte o più pesante (vantaggio relativo), sarà quello che avrà la meglio. Ciò accade nella maggior parte dei casi, tranne quelle rare volte dove c’è quello “un po’ più furbo” che ad una forte spinta non si oppone. Cede, si sposta lateralmente o in modo circolare (come, in differenti modi, nel Taichi, nell’Aikido o nel Kung-fu T’ien Shu).

L’aggressore a questo punto, sorpreso da una mossa inaspettata, generalmente perde l’equilibrio. Più forte è l’attacco, più facile è che l’epilogo per l’aggressore sia un capitombolo … la disfatta più totale per ogni bambino

Ciò che cosa ci insegna? Ci sono azioni e reazioni che escono dagli schemi, che sono inaspettate e che generano scompiglio. È chiaro, una reazione inattesa può anche non portare al risultato sperato, anzi, peggiorare la nostra situazione. Se lo spostamento laterale non viene eseguito correttamente, potremmo essere “intercettati” comunque dal nostro avversario, fornendo un fianco ancora più debole all’aggressione. Ma se la mossa riesce, e per riuscire necessita di determinazione, preparazione e coraggio, allora sarà possibile tramutare una situazione di svantaggio in uno scacco matto.

Sia chiaro, cedere NON è capitolare, è il non opporsi ad una forza ma utilizzare la forza stessa dell’avversario per raggiungere un risultato a noi favorevole.

Se in una contrattazione con più offerenti del medesimo bene veniamo trascinati in una battaglia sul prezzo e sappiamo che non potremo mai vincere dato che il nostro concorrente è più economico, proviamo a spostare il focus del cliente sui livelli di servizio, sull’immagine, sulle prestazioni e la qualità del nostro prodotto. Oppure proviamo a fare un’analisi più accurata delle necessità del cliente. Potremmo scoprire che ci sta chiedendo qualcosa che non gli serve o che non risponde esattamente alle sue necessità o che, peggio ancora, abbiamo offerto un prodotto di fascia troppo elevata per le necessità del cliente stesso.

Quest’ultimo caso mi è capitato di recente dove, curando gli interessi di un cliente in un acquisto rilevante di materiale informatico, il fornitore più accreditato ha perso la commessa per essersi focalizzato solo sul prezzo del prodotto offerto, senza accorgersi che stava offrendo un prodotto dalle prestazioni eccessive rispetto alle reali necessità del cliente. In questo modo l’altro offerente ha firmato facilmente il contratto, senza neanche “spingere” troppo…

Per tornare al parallelo con le arti marziali quindi, sarebbe bastato non focalizzarsi solo sulla forza della spinta (il prezzo) ma spostarsi “lateralmente” lasciando disperdere la forza del concorrente, portando il discorso su altri livelli ed analizzando meglio la situazione.

Ci sono persone più portate di altre al pensiero laterale, ma come in tutte le cose, anche in questo caso è possibile allenarsi. Allenati, impegnati, sii determinato ed i risultati arriveranno!

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