Cosa è accaduto nella giornata di coaching dedicata all’Autostima femminile sul campo da rugby il 20 febbraio? Erba bagnata, fango, palla ovale, coraggio, grinta, sussurri e grida, spericolatezza, gioia, sorrisi, voglia di mettersi alla prova, di spingersi oltre i propri limiti, voglia di stupire, di ripensarsi, di … “riorganizzare i pensieri, anzi piuttosto sistemarli in modo efficace” [commento di una partecipante].
Questo può fare una sola giornata di coaching su se stesse, affiancata a una formazione esperienziale come il rugby, particolarmente efficace nel far esperire alle partecipanti la possibilità di andare oltre, smettere di ascoltare le vecchie credenze, lasciarsi alle spalle il passato e guardare avanti con occhi nuovi.
Il video (vedi più in alto) e le 82 foto di Lucia Poggiali su Flickr mostrano più di quanto mille parole possano fare.
A questo si aggiunge l’interesse dei media, che ha prodotto una bella rassegna stampa sui giornali a cui si aggiungono servizi sui telegiornali locali di ToscanaTV, 7gold e RTV38.
A livello nazionale abbiamo catturato l’attenzione della giornalista del gruppo RCS Luisa Adani, che ci ha ospitato sul suo blog: LeiWeb/lavoro.
Ma più di tutto ci hanno fatto piacere i feedback, che sono arrivati i giorni successivi dalle partecipanti e che trovate in fondo alla pagina ufficiale di Autostima femminile.
Grazie in particolare a loro per come si sono donate a noi, affidandosi, mettendosi in discussione e regalandoci tante emozioni.
Ci hanno dato un bel segnale che ci spinge andare avanti e organizzare nuovi eventi di coaching e di sviluppo personale, sempre meglio.

Una giornata passata insieme Francine Denise Ward ha provveduto a cancellare una falsa credenza, probabilmente di molti: che i coach siano persone con una vita dal percorso lineare, persone che sanno bene dove andare nella vita a bordo della loro carrozza (coach) ben organizzata. Il riassunto della storia personale di Francine non corrisponde proprio all’immagine di vita tranquilla che ci si potrebbe aspettare da una importante avvocatessa, nonché scrittrice e, ovviamente, coach.
Francine si presenta in aula vestita molto elegantemente. Si muove con l’eleganza delle persone di successo e sorride a tutti. Non un sorriso distante, freddo, ma un sorriso di chi sa molte cose, di chi ha visto molto mondo e non in senso geografico.
Si presenta per quello che è oggi, per le etichette che la società adesso le elargisce con piacere: avvocato, scrittrice, coach, consulente. L’immagine che propone corrisponde a pennello a tutto questo. Ma dopo comincia a raccontare (e per chi conosce la PNL il “ma” è d’obbligo).
La premessa molto divertente che fa è che se nella sala c’è qualcuno che ha un problema con le donne di mezza età che non riescono a trattenere le proprie emozioni, quello è il momento buono per andarsene poiché lei ha periodicamente “delle perdite”. E come finisce di dirlo si commuove ed acciuffa il primo fazzolettino di quella che sarà una lunga serie. Evidentemente si possono cambiare i vestiti, le abitudini, il modo di presentarsi ma le ferite non spariscono e non cicatrizzano mai del tutto.
Così comincia il suo racconto. Francine nasce 57 anni fa (e qui c’è un’ovazione del pubblico che le dava almeno due lustri in meno) ad Atlanta in Georgia da una famiglia povera. Quando è ancora piccola si trasferiscono a New York, nel Bronx. Come lei stessa dice, in lei si riassumeva tutto ciò che odiava: essere povera, nera, femmina, con un accento del sud. I suoi primi tentativi di cambiare sono goffi ed improduttivi. Per non essere più di colore si gratta la pelle con le lamette e si dà una crema sbiancante. L’unico risultato che ottiene è, ovviamente, quello di ferirsi ma alle volte farsi male fuori serve a sentire meno dolore dentro. La sua angoscia è talmente profonda che spesso si trova a pregare Dio di non farla svegliare più la mattina seguente. In psicologia la si definirebbe una profonda depressione infantile su basi esogene. Ma nessuno psicologo era a portata di mano e quindi Francine continua per la sua strada di fuga dalla vita che tanto odia. Alle volte si imbocca una strada per fuggire dal dolore e non si sa che quella strada porta in un posto dove non si vuole veramente andare. È così che all’età di 14 anni Francine comincia a bere scivolando inesorabilmente nell’alcolismo e da lì nella dipendenza da droghe, abitudini che riesce a mantenere solo vendendo “l’unica cosa di valore” che pensava di possedere: il suo corpo.
A questo punto l’attenzione del pubblico è proporzionale solo ai fazzolettini accumulati sul tavolo, che continuano inesorabilmente a crescere. Dai 14 ai 26 anni non ci sono cambiamenti di sorta se non l’obnubilamento della mente ad opera di alcol ed eroina. Fino al colpo di fortuna, se così lo si può definire.
Una sera Francine va in discoteca per dedicarsi alle solite attività e si ubriaca fino ad annientare del tutto la sua coscienza. In questo stato esce dalla discoteca e viene investita da una macchina che fugge via. Chi la trova pensa che sia morta visto che la sua gamba sinistra giace ripiegata dietro alla schiena con un osso bene in vista. Ma lei è ancora viva e, fortunatamente, incosciente. Si risveglierà solo in ospedale, dove le diranno che non camminerà mai più a causa della quantità di fratture riportata. Ha il busto ingessato, la gamba in trazione e l’impossibilità di fuggire da tutti i fantasmi che aveva cercato di annientare in alcol e droghe.
Con il corpo sbriciolato e l’anima orribilmente presente, Francine decide di credere all’amica che le diceva che in lei c’era del buono e decide di non essere più vittima della sua vita e degli eventi sino ad allora considerati inesorabili ed ineluttabili, si convince di avere la possibilità di scegliere cosa vuole, o non vuole, essere nella vita. Il coraggio di pensare una prospettiva diversa le dà una nuova possibilità. E capisce anche che è il momento buono per cambiare. Perché il momento migliore è sempre questo: il presente. Perché rimandare a domani?
I primi passi della rinascita di Francine si accompagnano ai suoi primi passi fuori dall’ospedale: decide di smettere di bere ed entra in un gruppo di mutuo aiuto di ex alcolisti; smette di drogarsi; torna a scuola e prende il diploma che non aveva raggiunto a diciotto anni. E non si ferma a questo. Si iscrive all’Università scegliendo quella che le sembrava la facoltà più difficile, solo per dimostrare al mondo che poteva farcela.
Alla domanda su come ha fatto a fare un cambiamento così grande, Francine risponde semplicemente: un passo alla volta, anzi un piccolissimo passo alla volta. Il suo approccio è molto semplice: focalizzarsi su azioni positive, definire l’obiettivo a cui si vuole arrivare, fare il piano per raggiungerlo, non lasciarsi bloccare dagli ostacoli, chiedere aiuto lungo la strada. In due parole: amare noi stessi ed impegnarci ad essere i veri “noi”. In questo modo i risultati arrivano inesorabilmente.
Un’ultima cosa mi ha lasciato Francine, una dedica:
“Federica, you are a light. Now go shine on someone’ spirit”. Ed io spero di avervi regalato almeno una piccola scintilla.
Laureata in Economia e Commercio, ha conseguito il diploma di Master Practitioner in PNL della NLP Society di Richard Bandler e ha concluso il percorso della Coaching School di NLP Italy.
E’ docente presso l’Associazione Industriali di Rimini, sia su argomenti di vendita sia sulla creazione o ricostruzione di fiducia nelle relazioni di business.
Svolge anche l’attività di Consulente aziendale, con specializzazione nelle reti vendite e nello sviluppo dei mercati internazionali.
Ha una esperienza di oltre 25 anni come imprenditrice industriale, e direttore commerciale e marketing in industrie di medie dimensioni. Tale esperienza le ha permesso di sviluppare capacità di pensiero laterale utile allo sviluppo di nuovi prodotti, comunicazione integrata d’impresa, immagine aziendale collegata ai valori e alla mission, e orientamento al design industriale.
Attualmente si occupa di consulenza, formazione in aula e Coaching.
Come Life Coach si occupa di ricambio generazionale e sviluppo del ruolo femminile nelle aziende, soprattutto per l’area vendite.
Il suo motto è: Set a new standard, NOW!
Si possono seguire le sue attività quotidiane anche su Facebook: Cinzia Olivieri e Cinzia Olivieri Consulting oppure scaricare la sua brochure e le sue proposte formative.
Donne sull’orlo di un campo da rugby: una giornata per riscoprire le proprie potenzialità.
Lapo Baglini e Valentina Maltagliati organizzano il 20 febbraio a Firenze una giornata di coaching dedicata all’autostima femminile e a tutte le donne che desiderano scoprire e sviluppare il proprio potenziale.
I due trainer saranno coadiuvati in campo da Marcelo Segundo, rugbista professionista, allenatore federale e preparatore atletico della Federazione Italiana Rugby.

La giornata è organizzata da PLS in collaborazione con il Firenze Rugby 1931 e il Network PLS coaching.
Imprenditrici, libere professioniste, mamme in procinto di rientrare nel modo del lavoro o studentesse che stanno progettando il proprio futuro: il corso è rivolto in generale a tutte le donne, senza limiti di età, che vogliano trovare l’energia e la motivazione per il proprio sviluppo personale e professionale.
Il programma prevede sia una parte pratica di Formazione esperienziale outdoor, utilizzando la metafora del rugby ed esercizi ripresi da questo sport, sia una parte in aula di coaching e lavoro su stesse. Si tratta di un format già collaudato e replicabile in diversi contesti.
Per partecipare sono necessarie le scarpe da ginnastica e si consiglia un abbigliamento sportivo, un cambio ed il necessario per la doccia.
I POSTI sono LIMITATI. Si prega di prenotare entro il 15 febbraio.
Il corso ha il costo complessivo di 144 euro (120 euro + IVA). Per i gruppi di almeno 5 persone viene applicato uno sconto di 20 euro a partecipante.
Quando e dove: Sabato 20 febbraio 2010 - Firenze, presso il campo da rugby Padovani, viale Paoli, 23 – dalle 9 alle 17.
Per informazioni e iscrizioni: info@plsweb.it oppure telefonate a:
Stefania – 348.662.09.33 o Valentina 331.466.01.41.
Scaricate il flyer dell’evento in PDF: Autostima femminile
Scarica il comunicato stampa: Autostima femminile press room