di Federica Tagliati

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Una giornata passata insieme Francine Denise Ward ha provveduto a cancellare una falsa credenza, probabilmente di molti: che i coach siano persone con una vita dal percorso lineare, persone che sanno bene dove andare nella vita a bordo della loro carrozza (coach) ben organizzata. Il riassunto della storia personale di Francine non corrisponde proprio all’immagine di vita tranquilla che ci si potrebbe aspettare da una importante avvocatessa, nonché scrittrice e, ovviamente, coach.

Francine si presenta in aula vestita molto elegantemente. Si muove con l’eleganza delle persone di successo e sorride a tutti. Non un sorriso distante, freddo, ma un sorriso di chi sa molte cose, di chi ha visto molto mondo e non in senso geografico.

Si presenta per quello che è oggi, per le etichette che la società adesso le elargisce con piacere: avvocato, scrittrice, coach, consulente. L’immagine che propone corrisponde a pennello a tutto questo. Ma dopo comincia a raccontare (e per chi conosce la PNL il “ma” è d’obbligo).

La premessa molto divertente che fa è che se nella sala c’è qualcuno che ha un problema con le donne di mezza età che non riescono a trattenere le proprie emozioni, quello è il momento buono per andarsene poiché lei ha periodicamente “delle perdite”. E come finisce di dirlo si commuove ed acciuffa il primo fazzolettino di quella che sarà una lunga serie. Evidentemente si possono cambiare i vestiti, le abitudini, il modo di presentarsi ma le ferite non spariscono e non cicatrizzano mai del tutto.

Così comincia il suo racconto. Francine nasce 57 anni fa (e qui c’è un’ovazione del pubblico che le dava almeno due lustri in meno) ad Atlanta in Georgia da una famiglia povera. Quando è ancora piccola si trasferiscono a New York, nel Bronx. Come lei stessa dice, in lei si riassumeva tutto ciò che odiava: essere povera, nera, femmina, con un accento del sud. I suoi primi tentativi di cambiare sono goffi ed improduttivi. Per non essere più di colore si gratta la pelle con le lamette e si dà una crema sbiancante. L’unico risultato che ottiene è, ovviamente, quello di ferirsi ma alle volte farsi male fuori serve a sentire meno dolore dentro. La sua angoscia è talmente profonda che spesso si trova a pregare Dio di non farla svegliare più la mattina seguente. In psicologia la si definirebbe una profonda depressione infantile su basi esogene. Ma nessuno psicologo era a portata di mano e quindi Francine continua per la sua strada di fuga dalla vita che tanto odia. Alle volte si imbocca una strada per fuggire dal dolore e non si sa che quella strada porta in un posto dove non si vuole veramente andare. È così che all’età di 14 anni Francine comincia a bere scivolando inesorabilmente nell’alcolismo e da lì nella dipendenza da droghe, abitudini che riesce a mantenere solo vendendo “l’unica cosa di valore” che pensava di possedere: il suo corpo.

A questo punto l’attenzione del pubblico è proporzionale solo ai fazzolettini accumulati sul tavolo, che continuano inesorabilmente a crescere. Dai 14 ai 26 anni non ci sono cambiamenti di sorta se non l’obnubilamento della mente ad opera di alcol ed eroina. Fino al colpo di fortuna, se così lo si può definire.

Una sera Francine va in discoteca per dedicarsi alle solite attività e si ubriaca fino ad annientare del tutto la sua coscienza. In questo stato esce dalla discoteca e viene investita da una macchina che fugge via. Chi la trova pensa che sia morta visto che la sua gamba sinistra giace ripiegata dietro alla schiena con un osso bene in vista. Ma lei è ancora viva e, fortunatamente, incosciente. Si risveglierà solo in ospedale, dove le diranno che non camminerà mai più a causa della quantità di fratture riportata. Ha il busto ingessato, la gamba in trazione e l’impossibilità di fuggire da tutti i fantasmi che aveva cercato di annientare in alcol e droghe.

Con il corpo sbriciolato e l’anima orribilmente presente, Francine decide di credere all’amica che le diceva che in lei c’era del buono e decide di non essere più vittima della sua vita e degli eventi sino ad allora considerati inesorabili ed ineluttabili, si convince di avere la possibilità di scegliere cosa vuole, o non vuole, essere nella vita. Il coraggio di pensare una prospettiva diversa le dà una nuova possibilità. E capisce anche che è il momento buono per cambiare. Perché il momento migliore è sempre questo: il presente. Perché rimandare a domani?

I primi passi della rinascita di Francine si accompagnano ai suoi primi passi fuori dall’ospedale: decide di smettere di bere ed entra in un gruppo di mutuo aiuto di ex alcolisti; smette di drogarsi; torna a scuola e prende il diploma che non aveva raggiunto a diciotto anni. E non si ferma a questo. Si iscrive all’Università scegliendo quella che le sembrava la facoltà più difficile, solo per dimostrare al mondo che poteva farcela.

Alla domanda su come ha fatto a fare un cambiamento così grande, Francine risponde semplicemente: un passo alla volta, anzi un piccolissimo passo alla volta. Il suo approccio è molto semplice: focalizzarsi su azioni positive, definire l’obiettivo a cui si vuole arrivare, fare il piano per raggiungerlo, non lasciarsi bloccare dagli ostacoli, chiedere aiuto lungo la strada. In due parole: amare noi stessi ed impegnarci ad essere i veri “noi”. In questo modo i risultati arrivano inesorabilmente.

Un’ultima cosa mi ha lasciato Francine, una dedica:

“Federica, you are a light. Now go shine on someone’ spirit”. Ed io spero di avervi regalato almeno una piccola scintilla.


Federica Tagliati

15 gen
2010

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Laureata in Psicologia Clinica e di Comunità all’Università di Padova, dopo esperienze e tirocini negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, si è specializzata in Psicoterapia Psicosintetica ed Ipnosi Ericksoniana presso l’Istituto Bernheim di Verona. Da anni porta avanti un progetto di prevenzione abuso all’infanzia indirizzato a genitori, insegnati e bambini.


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Libera professionista, lavora anche come interprete in ambito psicologico ad ha all’attivo la traduzione del libro di psicologia junghiana “Anatomia della psiche. Simbolismo alchemico nella psicoterapia” e dell’articolo “Risultati a lungo termine di una terapia di analgesia ipnotica per il dolore cronico in persone con disabilità” ancora in corso di pubblicazione.

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Tiene corsi di psicologia della salute e promozione del benessere a partire dalla comunicazione, l’autostima, l’autoefficacia.

Negli ultimi anni ha affiancato all’approccio psicologico la formazione di Programmazione Neuro-Linguistica diventando NLP Trainer e si specializzandosi in Life Coaching con NLP Italy.

marco-francescatti


Consulente Qualità ISO 9001 e Auditor Responsabile di Gruppi di Verifica secondo la ISO 19011, è anche Executive Coach, Trainer e Life Coach. E’ uno dei maggiori specialisti ed esperti di sistemi qualità “concatenati” nel settore automotive.

Appassionato di volo in generale e di aviazione sportiva in particolare, ha iniziato la sua formazione “qualitativa” nel settore aeronautico per proseguirla poi presso SGS, il maggiore ente di certificazione mondiale.

Avvicinatosi alla Programmazione Neuro Linguistica, ha approfondito le tecniche somatopsichiche presso l’Accademia Europea CRS-IDEA e le tecniche di vendita con la Futus Corporation. E’ NLP Master Practitioner certificato da Richard Bandler ed ha concluso il percorso della Coaching School di NLP Italy.

marco-francescattiDopo una lunga ed importante esperienza presso una holding di concessionarie auto, da molti anni svolge attività di consulenza sui sistemi qualità e, come Executive Coach, aiuta gli imprenditori nei processi decisionali fondamentali come l’organizzazione aziendale, lo sviluppo delle risorse umane e la definizione degli obiettivi aziendali e personali.

marco-francescatti



Come Life Coach è impegnato nell’aiutare le persone a definire e realizzare i loro obiettivi superando la paura di sbagliare, nella convinzione che “nessuno impara a prendere le giuste decisioni se non è libero di fare quelle sbagliate”.

Il motto da lui preferito è: “La qualità viene ricordata ben dopo che il prezzo è stato dimenticato”.

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Laureata in Giurisprudenza all’Università di Firenze, ha maturato esperienza in aziende di varia dimensione, dalla start up tecnologica quotata al nuovo mercato, alla finanziaria di un grande gruppo bancario, occupandosi in particolare di Marketing Strategico, Organizzazione Aziendale, Selezione e Formazione del Personale.

Ha sviluppato progetti di consulenza e coordinamento delle risorse umane nei settori dell’ICT, del Project financing e del Private equity con l’obiettivo di aumentare il coinvolgimento del personale, la condivisione della mission, la crescita delle performance e la gestione dello stress sul lavoro e a livello interpersonale.

valentina-maltagliati

Si è occupata di Direzione aziendale e Recruitment di top manager e quadri per importanti aziende, implementando attività di Coaching, Team Building e Counselling.

E’ counsellor della Peiffer Foundation di Londra (Est. 1994) associazione riconosciuta dal CNCP in Italia ed accreditata dal National Council of Psychotherapists (United Kingdom). Parallelamente si sta specializzando in Life Coaching con NLP Italy.

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Nel 2008 ha fondato l’Associazione Dopo il Parto di cui è Presidente e addetta alle relazioni esterne, un centro per il supporto pratico e psicologico delle neomamme, per il quale seleziona e coordina gli operatori professionali. E’ insegnante certificato AIMI di Massaggio Infantile.

Coltiva una passione sui processi della mente e si adopera per la valorizzazione del ruolo femminile in azienda e nella società.

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