Non occorre andare lontano per accorgerci di quanto litigano le persone. In coppia, in famiglia, tra colleghi o amici, per strada, tra vicini, tra le nazioni… i conflitti sono all’ordine del giorno ed i motivi per farli scoppiare possono essere infiniti.
Ogni relazione umana è corredata, in modo più o meno evidente, da punti in comune e accordi o, al contrario, da disaccordi e divergenze di opinione… Motivo? Ognuno di noi ha un suo modo di osservare e rappresentare la realtà, un suo modello, una sua “mappa” e alcune volte non prendiamo in considerazione i diversi punti di vista delle altre persone e ci dimentichiamo delle differenze tra noi e gli altri, applicando solo quelli che sono i nostri schemi di pensiero, senza far niente per entrare nella loro mappa. Ed ecco che si litiga…
E… meno male!!!
Il termine “conflitto” deriva dal latino conflictum , da confligere, che letteralmente significa “scontrarsi”, ovvero “incontrare qualcuno”. Ci hanno abituati a vedere il conflitto solo come un opposizione e non un incontro e quindi una possibilità di cambiamento. E invece, il conflitto rappresenta un elemento essenziale dello sviluppo psichico, come sostiene lo psicologo Erik Erikson, poiché grazie ad esso, alla sfida che ne nasce, l’individuo acquista la forza necessaria per passare allo stadio/sfida successiva.
E’ una questione di evoluzione!
Leggi tutto l’articolo su Psicolab: Il Litigio Costruttivo: essere Padroni di Se Stessi
Quante persone conoscete che si lamentano perché:
- non raggiungono risultati nella loro vita professionale o personale;
– dicono di essere bloccate e non sanno agire subito;
– dicono di non essere capaci a fare qualcosa e di non avere risorse;
– sostengono di non saper comunicare e relazionarsi con gli altri;
– non riescono ad organizzarsi;
– vedono ostacoli continui sul loro cammino;
- non hanno fiducia in loro stesse e negli altri;
- dicono di essere stressate o scocciate dagli eventi???
Invece di essere scoachate potrebbero essere…”coachate”!
Mi sono permessa un piccolo gioco di parole per dirvi che… se volete essere d’aiuto a queste persone, oltre a dare il vostro calore umano, potete suggerir loro di rivolgersi ad un coach. Per quale motivo investire sull’aiuto di un coach e quali vantaggi può offrire? Le ragioni possono essere molteplici.
I risultati possono riguardare molte aree: dall’autostima, al cambiamento delle credenze limitanti, dalla definizione degli obiettivi, al miglioramento delle capacità comunicative e di relazione, dalla gestione dei conflitti alla gestione del tempo, dall’acquisizione della fiducia alla gestione degli stati d’animo… insomma, innumerevoli aree d’intervento, nel campo del benessere e dell’equilibrio, che sono orientate al miglioramento della qualità della vita.
Un bravo coach indica cosa fare e dà gli strumenti su come fare: offre i suggerimenti sui campi nei quali intervenire ed offre gli strumenti da utilizzare, in modo tale che, chi li apprende, possa utilizzarli per il resto della vita.
Come professionista s’impegna e lavora solo con persone che siano motivate al cambiamento. E’ colui che , durante il primo incontro col suo Cliente (intake), dice subito se può essere utile per le persone e non perde tempo.
Consigliare alle persone, alle quali tenete, di rivolgersi ad un coach (essere “coachate”) da loro l’opportunità di creare consapevolezza, progettare azioni concrete, facilitare l’ottenimento di veri risultati… così da non essere più “scoachate” di ciò che accade nella loro vita ma…Vivere la vita appieno!
Si è conclusa il 9 di febbraio 2010, con grande soddisfazione, la seconda esperienza del Corso “La tua mente è libera…Libera la tua mente!” (la prima esperienza si era svolta ad Arezzo, a dicembre, presso l’Agenzia Formativa Metaphora) di Terranuova Bracciolini, per una serie di 5 incontri intensi ed efficaci.
Un percorso che ha portato a riflettere sulla mente e le sue credenze, le percezioni e le immagini mentali, i deterrenti del pensiero creativo, la possibilità di valorizzare la mente e di allenare la mente a gestire la relazione con l’autostima, con gli altri, con la salute e il corpo, con le perdite e i dispiaceri, con la prosperità ed il potere personale…
Consapevolezza e creatività sulle alternative… la nostra mente può! Abbiamo tutte le qualità e risorse per soddisfare i nostri desideri!
I partecipanti di entrambi i corsi hanno deciso di svegliare la loro mente... adesso sanno che le abitudini mentali si possono variare e sanno che ci si può permettere di vivere la vita che desideriamo, permettendo agi altri di vivere la realtà che hanno deciso di vivere!
Un Grazie a tutti! Davvero un Buon Lavoro. E’ sempre una crescita immensa condividere con chi ha voglia di migliorare!

Una giornata passata insieme Francine Denise Ward ha provveduto a cancellare una falsa credenza, probabilmente di molti: che i coach siano persone con una vita dal percorso lineare, persone che sanno bene dove andare nella vita a bordo della loro carrozza (coach) ben organizzata. Il riassunto della storia personale di Francine non corrisponde proprio all’immagine di vita tranquilla che ci si potrebbe aspettare da una importante avvocatessa, nonché scrittrice e, ovviamente, coach.
Francine si presenta in aula vestita molto elegantemente. Si muove con l’eleganza delle persone di successo e sorride a tutti. Non un sorriso distante, freddo, ma un sorriso di chi sa molte cose, di chi ha visto molto mondo e non in senso geografico.
Si presenta per quello che è oggi, per le etichette che la società adesso le elargisce con piacere: avvocato, scrittrice, coach, consulente. L’immagine che propone corrisponde a pennello a tutto questo. Ma dopo comincia a raccontare (e per chi conosce la PNL il “ma” è d’obbligo).
La premessa molto divertente che fa è che se nella sala c’è qualcuno che ha un problema con le donne di mezza età che non riescono a trattenere le proprie emozioni, quello è il momento buono per andarsene poiché lei ha periodicamente “delle perdite”. E come finisce di dirlo si commuove ed acciuffa il primo fazzolettino di quella che sarà una lunga serie. Evidentemente si possono cambiare i vestiti, le abitudini, il modo di presentarsi ma le ferite non spariscono e non cicatrizzano mai del tutto.
Così comincia il suo racconto. Francine nasce 57 anni fa (e qui c’è un’ovazione del pubblico che le dava almeno due lustri in meno) ad Atlanta in Georgia da una famiglia povera. Quando è ancora piccola si trasferiscono a New York, nel Bronx. Come lei stessa dice, in lei si riassumeva tutto ciò che odiava: essere povera, nera, femmina, con un accento del sud. I suoi primi tentativi di cambiare sono goffi ed improduttivi. Per non essere più di colore si gratta la pelle con le lamette e si dà una crema sbiancante. L’unico risultato che ottiene è, ovviamente, quello di ferirsi ma alle volte farsi male fuori serve a sentire meno dolore dentro. La sua angoscia è talmente profonda che spesso si trova a pregare Dio di non farla svegliare più la mattina seguente. In psicologia la si definirebbe una profonda depressione infantile su basi esogene. Ma nessuno psicologo era a portata di mano e quindi Francine continua per la sua strada di fuga dalla vita che tanto odia. Alle volte si imbocca una strada per fuggire dal dolore e non si sa che quella strada porta in un posto dove non si vuole veramente andare. È così che all’età di 14 anni Francine comincia a bere scivolando inesorabilmente nell’alcolismo e da lì nella dipendenza da droghe, abitudini che riesce a mantenere solo vendendo “l’unica cosa di valore” che pensava di possedere: il suo corpo.
A questo punto l’attenzione del pubblico è proporzionale solo ai fazzolettini accumulati sul tavolo, che continuano inesorabilmente a crescere. Dai 14 ai 26 anni non ci sono cambiamenti di sorta se non l’obnubilamento della mente ad opera di alcol ed eroina. Fino al colpo di fortuna, se così lo si può definire.
Una sera Francine va in discoteca per dedicarsi alle solite attività e si ubriaca fino ad annientare del tutto la sua coscienza. In questo stato esce dalla discoteca e viene investita da una macchina che fugge via. Chi la trova pensa che sia morta visto che la sua gamba sinistra giace ripiegata dietro alla schiena con un osso bene in vista. Ma lei è ancora viva e, fortunatamente, incosciente. Si risveglierà solo in ospedale, dove le diranno che non camminerà mai più a causa della quantità di fratture riportata. Ha il busto ingessato, la gamba in trazione e l’impossibilità di fuggire da tutti i fantasmi che aveva cercato di annientare in alcol e droghe.
Con il corpo sbriciolato e l’anima orribilmente presente, Francine decide di credere all’amica che le diceva che in lei c’era del buono e decide di non essere più vittima della sua vita e degli eventi sino ad allora considerati inesorabili ed ineluttabili, si convince di avere la possibilità di scegliere cosa vuole, o non vuole, essere nella vita. Il coraggio di pensare una prospettiva diversa le dà una nuova possibilità. E capisce anche che è il momento buono per cambiare. Perché il momento migliore è sempre questo: il presente. Perché rimandare a domani?
I primi passi della rinascita di Francine si accompagnano ai suoi primi passi fuori dall’ospedale: decide di smettere di bere ed entra in un gruppo di mutuo aiuto di ex alcolisti; smette di drogarsi; torna a scuola e prende il diploma che non aveva raggiunto a diciotto anni. E non si ferma a questo. Si iscrive all’Università scegliendo quella che le sembrava la facoltà più difficile, solo per dimostrare al mondo che poteva farcela.
Alla domanda su come ha fatto a fare un cambiamento così grande, Francine risponde semplicemente: un passo alla volta, anzi un piccolissimo passo alla volta. Il suo approccio è molto semplice: focalizzarsi su azioni positive, definire l’obiettivo a cui si vuole arrivare, fare il piano per raggiungerlo, non lasciarsi bloccare dagli ostacoli, chiedere aiuto lungo la strada. In due parole: amare noi stessi ed impegnarci ad essere i veri “noi”. In questo modo i risultati arrivano inesorabilmente.
Un’ultima cosa mi ha lasciato Francine, una dedica:
“Federica, you are a light. Now go shine on someone’ spirit”. Ed io spero di avervi regalato almeno una piccola scintilla.