L’importanza delle domande nel coaching aziendale

Come può il coaching aiutare un imprenditore o un manager?

Come arriva a trovare soluzioni quando sembra che non ve ne siano?

Come può aiutarci a fare il salto?

Queste sono alcune delle domande sul coaching aziendale che sorgono più spesso perché non si capisce come un “non esperto” nel campo specifico in cui opera l’azienda possa dare un contributo significativo. Innanzitutto questo è tra i motivi per cui l’intervento si chiama “coaching” e non “consulenza”. La consulenza infatti prevede più spesso l’expertise di un tecnico del settore.

Il coaching parte dal presupposto che le persone (e di conseguenza le organizzazioni) hanno in sé tutte le risorse per poter raggiungere i propri obiettivi. Se non vi riescono è perché hanno delle interferenze che le limitano oppure non sono nelle condizioni di esprimere al meglio il proprio potenziale.

La formula del coaching anche a livello di business è:

Performance = potenziale – interferenze (per l’80% di solito interne al sistema stesso).

Ecco che il coach ha la funzione di aiutare l’imprenditore o chi per lui a individuare le interferenze e a trovare il modo per superarle, in modo da assicurare la crescita nella direzione desiderata.

È per questo che le domande nel coaching aziendale sono così importanti. Riepiloghiamo come in questa infografica.

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Intelligenza Emotiva: cosa fare per svilupparla

Intelligenza emotiva: ne sentiamo parlare molto spesso, ma cos’è veramente?

In poche parole è la capacità di guardare, conoscere, ascoltare e agire con il cuore e con la mente. O più specificamente, come la definisce Daniel Goleman, che con le sue pubblicazioni ha diffuso questo concetto in tutto il mondo, è un’insieme di capacità che include l’autocontrollo, l’entusiasmo, la perseveranza e la capacità di automotivarsi.

Come emerge nel libro Lavorare con intelligenza emotiva quest’elemento ha un peso fondamentale nella nostra vita tanto che sono le abilità afferenti a questo campo, più che quelle relative al quoziente intellettivo di un individuo o a specifiche abilità tecniche, a costituire quell’insieme di competenze determinanti per prevedere, ad esempio, su un insieme di candidati con curricula simili chi risulterà più dotato per diventare un buon leader.

In questa infografica trovate alcune delle cose che sanno fare bene le persone dotate di queste capacità.

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Ispirato a eventreport.it

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Tutto ciò che dobbiamo gettare via per essere felici nel nuovo anno

Gettare via.

Liberarsi.

Lasciar andare.

Solo a sentirle risuonare queste parole ci sollevano e di conseguenza ci danno un enorme slancio per volare verso il 2017 leggeri come piume (anche dopo i diversi pandori e panettoni di queste settimane).

Gettare via sempre quello che intossica la nostra vita è fondamentale. Ci permette di affrontare meglio qualsiasi situazione e se impareremo a farlo ci renderemo conto di come la nostra mente non potrà più farne a meno.COME ESSERE FELICI NEL 2016Qual’è la lista delle cose da gettare via per essere felici nel 2016?

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21 strategie per stimolare la creatività

Quelle creative, si sa sono tra le professioni più invidiate e complesse sul mercato. In realtà sapere come stimolare la creatività è utilissimo in tantissime professioni e anche per risolvere piccoli e grandi imprevisti della vita quotidiana.

Creare con la mente qualcosa di nuovo è sempre un’attività meravigliosa e ricca di soddisfazioni, a volte però la propria predisposizione mentale ci porta verso il buco nero del blocco mentale da cui sembra quasi impossibile trovare via d’uscita.

I sintomi sono chiari: sensazione di essere incapaci di pensare fuori dagli schemi, bassa reattività agli stimoli (anche quelli che di solito ci scatenano tempeste creative), apatia, sfiducia in se stessi, ipercriticismo e incapacità di mettersi a lavoro.

NIENTE PANICO.

La nostra mente può riaccedere alla sua capacità creativa con la quale ha brillato in alcuni momenti senza sforzi disumani, semplicemente cambiando alcuni schemi con cui ha deciso di funzionare quella mattina.

Come stimolare la creatività in un’infografica

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Fondamentale per non uccidere la creatività è abbandonare la paura del fallimento e abbracciare l’amore per la sperimentazione di qualcosa di nuovo, che forse non sarà proprio come ci aspettavamo …potrebbe anche essere MOLTO MEGLIO!

6 punti per imparare a litigare … senza farsi nemici!

C’è chi grida, chi perde il controllo, chi scuote le spalle e chi se ne va.

Ci sono migliaia di modi per gestire un litigio, in base al nostro carattere, al contesto in cui siamo, alla personalità di chi abbiamo davanti e soprattutto al rapporto che abbiamo con l’altra persona.

Eppure imparare a litigare è possibile. Un errore comune è considerare il litigio un momento di puro sfogo delle proprie sensazioni negative: in molti casi lo trasformiamo in occasione per far esplodere tutta la rabbia che abbiamo dentro con unico effetto di peggiorare ancora di più la situazione.

Un altro errore è fuggire i momenti di conflitto, soluzione adottata da tutti coloro che odiano litigare e stanno male al solo pensiero di un confronto. Fingere che tutto vada bene dà origine a risentimenti che, covati troppo a lungo, oltre a far male fisicamente, finiscono col far scoppiare situazioni che ci prosciugano delle nostre energie.

Se affronteremo il prossimo litigio sperimentando queste 6 nuove regole ci accorgeremo di come la comunicazione diventi improvvisamente migliore del solito e di come riuscirete a impedire alle emozioni negative di rimanere con voi per il resto della giornata.

Come_gestire_un_litigio
L’opera Love dell’artista Alexander Milov

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