Come diventare un Coach migliore

pillole di coaching

Uno nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Social Neuroscience ha sperimentato su un campione di studenti universitari  come il cervello reagisce difronte a due differenti approcci di coaching. Questo ci offre un’informazione fondamentale per sapere come diventare un Coach migliore, più efficace, capace di generare un reale cambiamento.

Il primo approccio rispecchiava le tradizionali tecniche di Coaching e si focalizzava sull’individuazione delle difficoltà che gli studenti stavano affrontando nel percorso di studi ed i modi per potersi migliorare. Veniva utilizzata la tecnica tradizionale di ricercare ambiti in cui gli studenti erano in grado di ottenere buoni risultati e poi veniva individuata la strategia sottostante per applicarla alle aree in cui desideravano eccellere.

In questo caso i coach facevano domande del tipo “Quali sfide e difficoltà hai affrontato o ti aspetti di affrontare nel tue percorso ?” “Quali aspetti vorresti migliorare?”

Nel caso del secondo gruppo invece i coach si focalizzano sugli aspetti positivi e sulle opportunità future per gli studenti, e la domanda che veniva fatta era “Se tutto andasse per il meglio, dove saresti tra 10 anni?”

Durante le interviste i due gruppi di studenti sono stati sottoposti a un esame di risonanza magnetica per osservare in maniera diretta l’impatto di queste domande sul cervello.
Il test ha rilevato che nel secondo caso venivano stimolate le aree adibite a:

  • visualizzare i processi futuri
  • immaginare la Big Picture, cioè l’immagine aspirazionale che attiva il nostro cervello nei processi di sviluppo e crescita personale
  • produrre sentimenti di empatia e sicurezza emotiva
  • attivare il desiderio e la motivazione necessari per perseguire i grandi obiettivi

In conclusione…

Come coach è fondamentale sapere quali aree del cervello stiamo andando ad attivare con le domande che poniamo.

Il potere delle domande di coaching in fondo consiste proprio nel creare nuovi collegamenti e nuove possibilità nella mente delle persone. Per farlo nella maniera migliore è necessario che le persone siano in uno stato d’animo positivo e generativo che si attiva concentrandosi maggiormente sulle possibilità del futuro piuttosto che sui problemi del presente/passato.

Questo non significa che debba essere completamente abbandonato l’approccio del trova-il-problema-e-risolvilo, ma è altrettanto importante che lo step successivo, anzi in alcuni casi quello precedente, sia portare la persona a sognare in grande.

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Articolo tratto e tradotto da inc.com

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