La mindfulness è semplice come bere il tè

La mindfulness è semplice. Ed è proprio perché è semplice che sembra difficile.

In effetti, avvicinandosi alla mindfulness la prima volta si dubita che possa essere chiamata tecnica di meditazione. Prestare attenzione alla propria esperienza nel momento presente. Ecco il compito. Tutto qui. Null’altro che prestare attenzione con un atteggiamento per quanto possibile aperto, curioso e non giudicante.

Mindufulness_la_pratica-del_the

Che si tratti del respiro, delle sensazioni del corpo, dei suoni, dei pensieri o dell’ambiente che ci circonda. Tutto straordinariamente semplice.

La mindfulness è semplice, eppure ci sembra un compito difficile. Ci fidiamo delle cose quando sono difficili perché attribuiamo efficacia ai compiti ardui e complessi.

Dichiariamo passione per la semplicità e, a volte, le cose semplici non le prendiamo in considerazione. Di questo dobbiamo ringraziare la nostra mente. È stata addestrata ad essere efficiente nel risolvere problemi ed è così abituata ad avere a che fare con cose difficili che, se trova il compito semplice, mette la spunta “fatto” senza nemmeno aver provato davvero a farlo, solo perché abbiamo già capito come si fa.

Dov’è il to do? Cerchiamo istruzioni complicate. E qui non troviamo nessun esercizio fisico particolare, nessun esercizio per modellare o cambiare la respirazione, nessun ordine imperativo per svuotare la mente. Solo un fenomeno molto semplice: osservare quello che c’è, sensazioni, emozioni e pensieri.

La pratica è diventare consapevoli. Si può osservare quello che ci sembra più giusto, o meglio, quello che ci sembra più semplice. Che sia più semplice è il punto. E solo osservando quello che c’è, così come è, succedono cambiamenti.

Non è nemmeno richiesto lo sforzo di rimanere concentrati ma solo di rimanere attenti, essere consapevoli, osservare. La nostra mente ha completamente dimenticato come affrontare le cose semplici della vita e sta a noi ricordarglielo.

Da qui il significato originario del termine mindfulness: “ricordarsi”. Ogni volta che la mente divaga è una occasione per ricordare la nostra intenzione di prestare attenzione al momento presente. Ed è questo ricordarsi che genera la trasformazione.

Possiamo scoprire così che quello che è semplice può cambiare la nostra vita. Praticare la consapevolezza può essere semplice ma non necessariamente facile … Questo lavoro però è intrinsecamente gratificante perché ci pone in contatto con molti aspetti della nostra vita che di solito trascuriamo e perdiamo di vista.

J. Kabat Zinn

Solo un po’ di pazienza. Solo un po di curiosità. Possiamo riscoprire il sapore anche della cosa più semplice e che un processo che ci sembra difficile può essere facile come bere una tazza di tè.

Esercizio di mindfulness semplice – Preparare il tè

Se hai deciso che è venuto il momento di bere un buon tè puoi dedicarti una vera pausa rigenerante. Comincia a preparare il tuo tè come fai di solito, ma impegnati a fare tutto con presenza. Può essere utile rallentare tutti i movimenti abituali per osservare e guardare cosa succede.

Puoi sentire come cambia il rumore mano a mano che la temperatura dell’acqua si alza, fino all’ebollizione. Mentre l’acqua scende sull’infuso puoi osservare come cambiano i colori e cogliere l’aroma del tè appena comincia a diffondersi.

Quindi tieni la tazza con tutte e due le mani, sentendo la forma, la consistenza della materia e il calore che emana. Cerca di essere consapevole del peso della tazza mentre la sollevi.

Guarda il tè, il colore, cerca di percepirne la consistenza liquida. Osserva il vapore che si sprigiona e il sentirne il profumo. Concediti qualche respiro profondo mentre la temperatura della tazza cambia.

Senti le differenze del calore al contatto con le labbra e quando per te è giusto prenditi il tempo per goderti il sapore e il calore del primo sorso di tè in bocca e nella lingua. Lentamente.

Mandandolo giù segui il percorso del tè caldo che scende allo stomaco. Senti l’effetto che fa, come il corpo lo riconosce e lo accoglie. Dopo il primo sorso saremmo portati a fare il secondo sorso mentre possiamo fermarci un attimo per ascoltare le sensazioni e solo poi prendere il secondo sorso.

Accompagniamo la percezione con il rilassamento, osserviamo ogni impulso a fare altro che nasce e rilassiamo tutto quanto, riposiamo la mente nell’ascolto della percezione del nostro corpo.

Ad ogni nuovo sorso accompagna lo scendere del tè lasciando rilassare tutti i muscoli. Possiamo lasciare andare giù le spalle, la mandibola, i muscoli addominali, continuiamo a sentire se continua la sensazione di soddisfazione, di calore, e quel sottile segnale del corpo che dice “si, va bene”.

Resta gentile con te stesso quando ti accorgerai di non riuscire a fare tutto questo in piena concentrazione. Osserva per un istante i pensieri distraenti e poi lasciali andare per tornare a rivolgere piena attenzione all’esperienza diretta di questo momento: bere il tuo tè.

La mindfulness è semplice come bere il tè …pensi di poterti concedere una tazza?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *